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La rivista online di Legacoop Liguria
Ed. Dicembre 2019

ISA e cooperative

Gli ISA (indici sintetici di affidabilità), come noto, sono indicatori che, misurando attraverso un metodo statistico- economico, dati e informazioni relativi a più periodi d'imposta, forniscono una sintesi di valori tramite la quale sarà possibile verificare la normalità e la coerenza della gestione professionale o aziendale dei contribuenti.

 

Negli scorsi mesi non pochi sono stati gli elementi di complessità e incertezza sollevati da più parti a proposito della disciplina degli ISA.

 

In un articolo recente pubblicato da Ratio, il dott. Manuele Zanardi ha correttamente rilevato, in particolare, come la costruzione dei modelli non abbia tenuto conto, se non in situazioni marginali, delle peculiarità proprie delle società cooperative, connesse al loro scopo mutualistico.

 

Da ciò potrebbero derivare “giudizi” non soddisfacenti, che potrebbero costituire la base per l'avvio di attività di controllo.

 

Gli esempi forniti dal dott. Zanardi riguardano il ristorno, per esempio, che viene preso in considerazione solo in pochissimi ISA, o “le significative anomalie connesse agli indici che sono influenzati dalle variazioni fiscali riferite alle agevolazioni tributarie tipiche del settore cooperativo (esenzione art. 10 e 11 D.P.R. 601/1973, detassazione parziale dell'utile destinato a riserva indivisibile) che trovano allocazione, per espressa indicazione dell'Agenzia delle Entrate, tra gli oneri diversi di gestione”.

 

Per non parlare delle “cooperative sociali (imprese sociali di diritto), la cui causa di esclusione non può ancora operare, mancando al momento l'autorizzazione della Commissione Europea”, sicchè “pur avendo riconosciuto il legislatore che gli ISA non sono compatibili con le imprese sociali, dovranno comunque essere applicati in via temporanea, incassando in questa fase giudizi di affidabilità ampiamente negativi”.

 

La conclusione è che “non resta altro che segnalare queste anomalie nel riquadro annotazioni, come suggerito dalla circolare 20/E, con la speranza di opportune correzioni nell'ambito dell'attività di revisione dei modelli per l'esercizio 2019”.